Standard Web, lo stiamo facendo sbagliato?

Ho iniziato a seguire qualche blog famoso di web designing (il più presitigioso, A list apart), e ho letto qualche articolo a proposito dei nuovi standard web definiti dal W3C: parliamo quindi di CSS, HTML, ma anche Javascript (o meglio, ECMAScript).

Questi gli articoli che mi hanno fatto riflettere:
A List Apart: Every time you call a proprietary feature “CSS3”, a kitten dies
e questo post, con relativi commenti
Edit di HTML.it: Proposta per estendere i valori multipli dei CSS

Nel primo articolo, l’autore lancia un allarme ai web designer: il troppo uso di proprietà CSS con i prefissi proprietari (i famosi -webkit-*, -moz-*, -o-*) rischia di far nascere una nuova selva di non-standard come quella creatasi durante la guerra dei browser tra Netscape e Internet Explorer. In poche parole, un delirio.
Il secondo articolo narra le peripezie di un programmatore che ha proposto una feature, banale ma comoda, da implementare nello standard CSS che è stato respinto con pressapochismo e senza una seria considerazione, lamentando soprattuto che il futuro di uno standard è spesso controllato dagli sviluppatori dei browser che non hanno voglia di fare troppa fatica per implementare qualcosa di nuovo.

Che dire?
Leggendo l’articolo linkato a quello pubblicato su A list apart, ho visto tante buone, ottime idee su nuove proprietà CSS. Ce ne sono molte che andrebbero migliorate, la stessa sintassi CSS sarebbe da ampliare (citando Oliver Twist “Please, sir, i want some more“), magari con un po’ di ereditarietà e elasticità nelle assegnazioni.
Il problema secondo me è la lentezza del processo di standardizzazione. L’ultimo standard emesso dal W3C per i CSS, quello a proposito dei CSS 2.1, risale al 2004. I CSS 3 sono si ormai supportati dai maggiori browser, ma non sono standard pubblicati. In teoria quindi, una pagina che utilizza i CSS 3 non è valida secondo gli
standard vigenti e validi.
Perchè? Perchè aspettare così tanto tempo per poter implementare nuove feature? Non sarebbe più semplice elasticizzare il processo, rilasciare aggiornamenti spesso e non essere avidi in nuove feature da implementare?
Il compito della standardizzazione è infatti quello di stabilire un modo comune per i browser di processare un dato e produrne il giusto output, e per i programmatori stabilire le giuste sintassi e regole semantiche per i linguaggi.
Questo processo può essere molto velocizzato. Già molte feature proprietarie e sperimentali, usabili con mille diversi prefissi ma implementate grossomodo allo stesso modo, potrebbero essere regolamentate e pubblicate.
Sia chiaro, non credo di modificare radicalmente gli standard in pochi giorni e come viene viene, ma penso che le funzionalità più semplici e ininfluenti sul resto dello standard possano essere incluse senza stare troppo a filosofeggiare, ma soprattutto senza aspettare di dover finire di sviluppare tutte le altre.
I tempi ormai sono maturi per questo, i browser si stanno aggiornando con sempre maggior velocità, sia Chrome che Firefox pubblicano una nuova versione ogni circa 6 mesi, non vedo perchè a scadenze simili non si potrebbero aggiornare anche gli standard, integrandosi perfettamente quindi con i cicli di sviluppo dei browser.
Una maggiore sveltezza si potrebbe dire, può portare a commettere errori con altrettanta maggiore facilità. Dov’è il problema? La rapidità degli aggiornamenti permette anche una rapidità nelle correzioni. Inoltre credo che questo sistema si potrebbe integrare con politiche di sviluppo con gli sviluppatori molto più ampie di quelle attuali, permettendo di avere più controllo di quello che sia ha ora.

Credo che una rivoluzione in questo senso andrebbe fatta, voi che ne dite?
Il form per i commenti è lì, a voi la parola 😉