Fusione nucleare: non è una favola

Stamattina a scuola durante l’ora di matematica, spiegando il quinto postulato di Euclide, la prof ha cominciato a parlare delle geometrie non-euclidee e della loro applicazione nella fisica.
Dopo un’immensa sfilza di castronate direi relativistiche si è arrivati a parlare della fusione nucleare e della sua eventuale riproducibilità per produrre energia elettrica.

Quando la prof ha negato categoricamente la possibilità di fare tutto ciò, mi sono un po’ arrabbiato diciamo e le ho chiesto: e la fusione fredda?

Cos’è la fusione fredda?
La fusione fredda non è altro che un processo di fusione nucleare che avviene basse temperature e pressioni, con un basso dispendio di energia a fronte di un uguale produzione. Esattamente identica a quella che avviene all’interno delle stelle ma a pressioni e temperature enormemente più alte (nel sole avviene a una temperatura di 13 milioni di gradi e a una pressione di 500 miliardi di atmosfere).

E’ stata molto dibattuta la possibilità o meno di eseguire la fusione fredda: tantissimi ci hanno provato con successo, altrettanti senza successo. Ma alcuni esperimenti davvero seri si fa fatica a ignorarli.
In particolare, qui in Italia, a Bologna, due professori di fisica hanno sviluppato un piccolo (ma ben funzionante) reattore a fusione fredda in grado di produrre ben 12 kW di energia con un consumo di soli 400 W:

Un altro ottimo risultato è stato quello di due scienziati giapponesi che hanno ottenuto buoni risultati con un metodo differente. La loro soluzione è però controversa poichè non è stato possibile riprodurlo in altri laboratori.

Ci sono anche tante altre macchine che riescono a sviluppare una reazione di fusione (normale) controllata, tramite potenti campi magnetici che stabilizzano la materia in fusione. In Francia, Inghilterra e Giappone la ricerca in questo campo è piuttosto avanti e i risultati promettenti, ma confrontare questi mastodontici progetti con quelli ben più modesti (ma altrettando produttivi) di reattori a fusione fredda è sconvolgente.
Non è ben più comodo un mini-reattore che sta in una stanza che un gigantesco reattore che sta in un aeroporto?

Ma la vera domanda da farsi sarebbe: perchè in Italia inseguiamo ancora il sogno delle centrali a fissione, pericolose e (a mio parere) irrealizzabili in questo paese, quando abbiamo, anche a casa nostra, delle ben migliori centrali a fusione?
Mistero.