Per un pugno di cucchiai

Il treno viaggiava veloce sulle rotaie arroventate dal sole. Quel giorno faceva più caldo del solito, e i passeggeri combattevano la calura tenendo aperti i pochi finestrini. L’atmosfera era sorniona. Chi dormiva, chi leggeva un consunto giornale, chi sorseggiava un tè. Intanto il treno sfrecciava nel famigerato Deserto dei Desperados. La ferrovia passava dritta sulla sabbia rossastra, tra rocce aride, irsute e plasmate dal vento in milioni di anni. Qua e là sporadici ciuffi d’erba rinsecchita, qualche cactus dai grossi bracci spinosi. Da un alto promontorio si riusciva a spaziare fino a perdita d’occhio. L’orizzonte tremolante era l’unico limite a quella desolazione completa. Una lunga fumata nera restava a segnare il passaggio del treno, che sbuffava come se avesse caldo anche la locomotiva.
Ecco spuntare un cavallo nero, uscire da un anfratto delle rocce e cominciare a inseguire a tutta velocità il treno, sollevando un gran polverone quasi volesse gareggiare con il fumo del treno. Sopra quel formidabile cavallo c’era l’uomo più temibile del Far West: Spoon Bill, la posata che non perdona.
Spoon Bill era un famigerato criminale a quei tempi, il peggior uomo mai visto in circolazione da quelle parti. Una macchina di morte, capace solo di spietatezza e crudeltà. Lavorava da solo, svaligiando carovane, diligenze, rapinando banche. Tutto da solo. Chi osava rivolgergli la parola, era un uomo morto. Nei saloon, si sedeva al bancone e ingollava litri di Scotch come fosse acqua fresca, con il suo cappellaccio calcato sul viso, di cui si riuscivano a distinguere solo due folti mustacchi neri. La sua arma: il cucchiaio. Cucchiaini da tè, cucchiai da minestra, cucchiai di legno, cucchiai da portata: li padroneggiava magistralmente, imponendo il freddo metallo sulle pistole degli avversari o sulle nuche dei vinti, con potenza e precisione maniacale. A quell’epoca, si diceva che se un uomo con un cucchiaio incontrava un uomo con una pistola, l’uomo con la pistola era un uomo morto. Nessuno sapeva di più sul conto di Spoon. O meglio, nessuno che fosse ancora vivo.
Ma lo sceriffo Knife lo stava aspettando. Aveva girato in lungo e in largo quel posto dimenticato da Dio, seguendo la scia di disperazione e morte lasciata da Spoon Bill. Quello che cercava era vendetta, vendetta per un intero villaggio raso al suolo da un solo cucchiaio da portata. Knife l’avrebbe preso e gli avrebbe reso il favore, oh si se l’avrebbe fatto, ci avesse rimesso la pelle, diamine. Non l’avrebbe fatta franca.
A tutta velocità partì verso il treno, giù per il ripido versante, sul suo intrepido destriero che faticava nella sua folle corsa verso il bandito, che stava dietro al treno ancora sul suo cavallo. Ma Knife era più veloce e ben presto lo raggiunse.
Spoon Bill e lo sceriffo cavalcavano adesso uno affianco all’altro. La furia di Spoon non si fece attendere: un cucchiaino lanciato a incredibile velocità fischiò a pochi millimetri dall’orecchio dell’altro. Knife prese la sua revolver grazie ai suo pronti riflessi. Scarico il caricatore sulla testa del nemico, ma l’abilità di Spoon era enorme, armato di due cucchiaini deviava i colpi con freddezza, e con la parte curva del cucchiaio destro, fece rimbalzare il colpo sulla briglia di Knife che perse il controllo del cavallo.
Ma ormai i due avevano raggiunto l’ultimo vagone e lo sceriffo balzò felinamente aggrappandosi alla ringhiera del balconcino dell’ultimo vagone. Spoon lanciò una raffica di cucchiai verso Knife che rotolando riuscì a non farsi colpire. Il rumore dei cucchiai che colpivano il metallo lo guidavano. Prese la rivoltella e sparò dove capiva venire i colpi di cucchiaio, ma prima che potesse sparare un solo altro colpo, Spoon Bill si era già tuffato su di lui brandendo un grosso cucchiaio da minestra e vibrò un forte colpo alla mano dello sceriffo, facendogli cadere la pistola. Knife reagì girandosi violentemente e calciando via il bandito, mentre la rivoltella, vibrando per la corsa del treno si avvicinava pericolosamente al bordo. Knife cominciò a trascinarsi verso di essa, ma Spoon era di altro parere e lo afferrò per le gambe con una mano mentre continuava a percuoterlo con il cucchiaio con l’altra. Lo sceriffo si divincolava e tendeva il braccio sempre di più, fin quasi a riuscire a toccare la pistola, ma Spoon Bill, lasciata la prese girò il corpo provato di Knife e inizio a sparare nuovamente una raffica di piccoli ma affilatissimi cucchiaini da tè: un vero incubo di metallo si abbatteva ora sullo sceriffo che continuava a provare a raggiungere la pistola, nonostante i cucchiaini gli sfilacciassero i vestiti e lo riempissero di lividi. Knife stava per perdere i sensi, sentiva che era giunta la sua ora: quand’ecco che la sua stella di sceriffo si rivelò provvidenziale. Dalle mani di Spoon era partito il suo ultimo cucchiaio: roteante e velocissimo, diretto verso il petto di Knife, il cucchiaio scivolò sulla stella dorata dello sceriffo, tornando indietro al carnefice con la stessa forza con cui era stato diretto verso l’avversario. Inesorabile, il cucchiaio si andò a conficcare dritto in mezzo agli occhi di Spoon Bill, infilandosi nel suo cranio come un grissino nel Rio Mare.
L’oscura era del cucchiaio era finalmente giunta al suo tramonto. Knife aveva ottenuto la vendetta, liberando il mondo dalla peggior specie di uomo.
Sul suo fedele destriero, lo sceriffo Knife ripartì sullo sfondo del tramonto nel deserto, mentre il treno, l’ultimo che avesse conosciuto la minaccia di Spoon Bill, continuava indifferente la sua corsa, mentre gli ignari passeggeri continuavano a sorseggiare tè, a leggere il giornale, o a schiacciare un pisolino.
Ma si sa, la gratitudine non è roba da eroi.

5 cose che mi fanno amare Google Chrome

Un bel post per lodare Google Chrome, con i 10 motivi per cui lo preferisco a tutti glia altri browser che ho provato finora.
PS: I problemi che ho descritto nell’altro post erano probabilmente causati dal fatto che avevo dimenticato di reimpostare l’orologio di sistema dopo aver fatto alcune prove!

  1. Velocità
    Anche se gli altri browser gli stanno dando del filo da torcere su questo campo, Chrome resta in media il browser più veloce su tutto il campo: avvio, caricamento delle pagine, esecuzione degli script. Tutto fluido e rapido anche su macchine non proprio performanti come la mia. Grazie al multitasking poi, puoi tenere aperte molte schede e non essere mai pesantemente rallentato, così come puoi continuare a navigare normalmente anche se una scheda è molto caricata di lavoro o si blocca. Il task manager che molti adulano non è esattamente utilissimo, perchè è raro (almeno, lo è per me) andare a vedere i parametri delle singoli schede in rapporto a CPU e uso di memoria, nemmeno per benchmarking delle pagine (migliori risultati si ottengono con gli strumenti per sviluppatore integrati)
  2. Interfaccia grafica
    L’interfaccia grafica di Chrome è molto bella, pratica ed essenziale, molto compatta, lascia tantissimo spazio alla pagina web e riduce al minimo lo spessore delle bare dei menu. Adesso più o meno tutti i browser hanno seguito questa scelta e quindi hanno GUI molto simili, ma Chrome è da ricordare come il primo con una tale cura nell’avere una finestra discreta.
  3. Developers Tools
    Una chicca che mi ha conquistato da subito! Chrome ha integrato una serie di strumenti che permettono di lavorare con CSS, HTML e Javascript, modificandoli e vedendo gli effetti subito. Inoltre ci sono diversi strumenti di profiling delle performance di caricamento della pagina ed esecuzione degli script. So che l’idea non è nuova (Firebug, estensione per Firefox, esisteva già da un bel po’), ma Chrome l’ha implementata davvero bene, migliorata rispetto a molti altri browser (vogliamo parlare del CSS inspector?), che solo adesso cominciano a riguadagnare un po’ di terreno
  4. Gestione delle schede
    Questa è una parte davvero adorabile di Chrome! Le schede si possono spostare, trascinare, spostare in nuove finestre e spostarle da una finestra all’altra, davvero fenomenale, permette una gestione inuitiva, pratica e veloce. Ho scoperto da poco poi, che esiste una funzione chiamata “Blocca scheda”, che permette di bloccare una scheda visualizzandone solo l’icona, e mantenerla attraverso più sezioni di browsing. Inoltre ogni modifica alla pagina bloccata fa lampeggiare la scheda (con Twitter la cosa cade a fagiolo)
  5. Gestione dei crash
    Qualunque cosa crashi, se per quel motivo Chrome viene chiuso inaspettatamente, sai già che riaprendolo potrai riavere le tue belle schede di nuovo aperte, senza perdere quello che stavi facendo. Ottimo!

Queste sono le ragioni che me lo fanno preferire ad altri browser, non tutti i suoi pregi. Se siete d’accordo o non d’accordo, i commenti ci sono e sarò felice di leggerli!

La rivolta delle macchine

Ultimamente alcuni episodi riguardo al mio computer mi fanno dubitare sul fatto che sia un computer. Un normale computer.
Partiamo dal fatto che un giorno Windows XP non parte. Non ne vuole sapere.
La prima volta che lo accendo mi dice di inserire il CD d’installazione e riparare il sistema. La seconda volta comincia a riavviarsi fino alla nausea senza darmi alcun tipo di feedback. Zero. Ok, penso, forse bisogna che metta il CD…
Metto dentro il CD e pam, fa il boot normalmente. Bello! Proviamo a riavviare e a vedere se si è già riparato da solo.
Ovviamente no.
Ora non parte più, quindi decido di bootare dal CD e provare a far partire la riparazione. Fa il boot da CD, fa i suoi comodi per un po’ e poi mi chiede le credenziali di amministratore. Che ovviamente non accetta, altrimenti non stare qui a parlarne. Quindi niente, riavvia di nuovo e dal CD non ha più intenzione di bootare. Levo il CD, lascio stare per un po’, mio padre ci smacchina: nulla da fare, sembra morto. Rimetto il CD: parte Windows normalmente.
Levo il CD, riavvio, e Windows continua ad andare.
Con che logica accade questo? Nessuna! Le alternative sono due: o c’è qualche singolarità spaziotemporale nei pressi della CPU, o il mio PC è senziente e non aveva voglia di partire quel giorno.

Oggi poi si è installato l’aggiornamento di Google Chrome. Mai cosa fu più sbagliata: non va più nulla che usi HTTPS. Twitter si apre ma non mi fa fare niente, con Facebook non ci prova nemmeno. Nemmeno WordPress mi apriva! Infatti questo post lo sto scrivendo da Opera…
Allora adesso stai usando Opera finchè a Moutain View non si svegliano e ti patchano Chrome!
Naaah, troppo facile. Perchè deve impallarsi solo Chrome quando possono impallarsi anche gli altri browser? Come dice il secondo corollario alla legge di Murphy, se una cosa sta andando male e può andare peggio, lo farà.
Così provo ad aprire prima Firefox. Oh, che bello, Facebook funziona! Apriamo Twitter e vediamo se funziona. Incredibile, funziona anche Twitter! ‘Spetta che retwitto questo. Pam. Niente. Morto. Twitter non fa niente, assolutamente niente. Facebook si, ma Twitter no.
Non è possibile! Corro ad aprire Opera, almeno quello funzionerà e che cavolo!
Apro Twitter e funziona bene, addirittura mi è concesso di retwittare! Ma sono privilegi questi!
Beh se funziona Twitter, funzionerà anche Facebook. No. Non logga, come su Chrome.
Con i nervi che erano così tesi da poterci suonare O sole mio in La maggiore, decido di lasciare stare i social network, e finire un paio di cose con Javascript. Per chi non lo sapesse (leggesi chiunque), uso Notepad++ come editor per più o meno tutto: PHP, HTML, Javascript, C, C++ (ma compilo su Visual C++!) e affini.
Mi accingo a fare qualche replace qua è là, apro la mia bella mascherina Sostituisci, compilo, vai. Yee che bello, mi ha rimpiazzato tutte le stringhe che ho chiesto con delle stringhe totalmente diverse (per la precisione, erano successioni di parole chiave del Javascript… mah). E non voleva saperne di cambiarli! Senza contare che nella finestra dei risultati trovati della ricerca (si, ho provato addirittura a fare una ricerca) i + e i dei collpase erano sostituiti da allegre coccardine grigie e backslash neri. Che fantasia!
Intanto Avira chiedeva di aggiornarsi ogni quarto d’ora, perchè stando a quello che diceva erano passati più di 7 giorni dall’ultimo aggiornamento.

Stasera chiamo padre Amort…

Loop it!

Mi ronzava da un po’ di tempo questa idea. Vi è mai capitato di avere una canzone che volete ascoltare e riascoltare, e poi riascoltare fino alla nausea?


Se state usando Youtube, ogni santa volta dovete fare replay. Usando Loop it invece, questa operazione sarà automatica e vi potrete godere un infinito loop di musica!

Sembra una stupidata, e in effetti lo è, ma per chi come me quando trova una canzone bella comincia ad ascoltare solo quella, è una comodità. Fare il sito poi è stato un bell’esercizio di grafica, che non è mai male.

Kony 2012

MAKE KONY FAMOUS

Kony 2012

Kony 2012 è un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica su Joseph Kony, criminale di guerra che sta commettendo gravi ingiustizie in centrafrica.
Lo scopo è renderlo famoso, far sapere a quanta più gente possibile che sta facendo quello che sta facendo. Sperando così, di riuscire a fare qualcosa per fermarlo e consegnarlo alla giustizia.

Guardate questo filmato per capire bene. Ne vale la pena!

Nuovo sito online!

Dopo qualche giorno di lavoro, ho completamente rinnovato il sito della mia classe, ateam.altervista.org
Il web 2.0, quello delle persone, ha avuto la meglio sul vecchio catorcio statico. Ora gli utenti possono pubblicare contenuti propri e interagire tra loro: niente a che vedere con l’unilaterale sito di prima.

Anche la grafica è migliorata: molto più snella, senza più fastidiosi banner che non servono più, poichè ho levato completamente il vecchio forum phpBB che stonava un po’ col resto. L’ho sostituito con una bacheca molto simile a quella di Facebook, più familiare rispetto a un forum e con meno fronzoli inutilizzati.

Anche sotto il cofano è tutto nuovo e più moderno.
Perchè diciamocelo, il codice era imbarazzante: tutto procedurale, impostato malissimo, uso dei CSS un po’ alla cavolo (per non parlare del Javascript), PHP usato a metà, memorizzazione flat basata su file .txt. Però me lo posso perdonare perchè è stato un po’ il “terreno di prova” delle mie conoscenze: non avevo mai fatto nessun altro sito, mai scritto una pagina in PHP, mai formattato niente con un foglio di stile, mai usato uno script Javascript.
Comunque, ho riscritto tutto object-oriented, sfruttando la possibilità che da (per fortuna!) Altervista di utilizzare l’ultima versione stabile di PHP (ora fa girare la 5.3, quella che ho anch’io in locale).
Lato client, ho incluso jQuery e così con poche righe di codice me la sono cavata per quel poco che c’era da fare. I CSS tutti rinnovati, anche se adesso non ho più un solo foglio di stile ma circa uno per ogni pagina (più due base per tutte).
Diciamo che da una 500 sono passato non ha una Ferrari, ma a un buona Mercedes si, dai. Anzi magari una Mini coupè viste le dimensioni del sito, lol.

Spero vi piaccia! 😉

Smart Window

Ho trovato questa gran figata che sta per essere prodotta da Samsung, presentata al CES di Las Vegas


Schermo da 22” touchscreen, contrasto pazzesco (500:1), retroilluminata naturalmente di giorno (dal Sole) e da LED di notte, lo schermo poi è one-way: tu vedi quello che fai ma dall’altra parte sembra una comune finestra. Inoltre consuma poco e ha porte USB (finalmente!!) e HDMI.
Molto bella anche la veneziana virtuale, che ti permette di oscurare la finestra.

Questa gran bella tecnologia è sprecata per quello che fanno vedere nel video, perchè diventa semplicemente un mega-iPad trasparente, ma immaginate quante possibilità di applicazione! Pensate solo alla realtà aumentata!

Questo è il futuro, ed una delle poche volte in cui non mi pento di dirlo!

Cip cip!

Come non l’ho detto?
Sono su Twitter da qualche settimana!

Il mio nickname è @mattecapu, cliccate sull’immagine sopra per andare al mio profilo.
Se volete seguirmi, ne sarò felice, e poi saprò anche chi mi legge oltre agli spambot 😉

Se invece non siete già iscritti a Twitter, beh, ecco qualche considerazione.
Il bello di Twitter, e il motivo per cui mi sono iscritto, è che è una grande fonte di notizie, trend e sentimenti della rete. Qua a Modena c’è stato recentemente un terremoto piuttosto forte, e su Twitter già potevi trovare epicentro, intensità e profondità. Oltre alle reazioni più o meno spiritose della gente.
E’ stata una cosa del genere:


Altra cosa, seguendo questo e quel personaggio famoso sai tutte le novità praticamente live, molti (tipo Jovanotti) sono molto espressivi, giocherelloni e diretti su Twitter. Altri sono piuttosto vetrinosi, e non usano Twitter meglio di una formale pagina di Facebook: quelli non li seguo, o se li seguo sono così poco attivi che mi sono dimenticato di seguirli.

Ma nonostante questa apparenza di social network maturo, è un covo colossale di fallomarmocchi (per dirla alla Esclamazioni Antiquate)!
Sarà probabilmente perchè possono menzionare i loro idoli continuamente sperando che gli rispondano, o perchè quando twitta Justin Bieber credono che stia parlando con loro e si sentono mancare.
I topic trend (ossia gli argomenti più twittati) sono sempre occupati per 60% da frasi tipo “Justin Our Sunshine”, “Belibers Wants Justin”, “Miley Is The Best”, “Jonas Brothers Fans Wants They Back” e cavolate del genere. Il bello (per dire…) è che fanno a gara per far salire i propri TT nella classifica! E quindi ci saranno le JustinBiberine che spammano (letteralmente! Tonnellate di tweet!) la loro frasina truzzissima, e le JonasBrothersine che risponderanno incazzate con il doppio dei tweet, ritwettandosi a vicenda come scimmie che si spulciano. Oh my god! *turbato*
Se non altro se non segui questi deprivati mentali non visualizzi niente nello stream, ma ogni volta che guardi i TT ti senti mancare.

Quindi, tutto sommato, vi consiglio di iscrivervi (così mi potete seguire, eh!).
Alcune persone da seguire che mi stanno particolarmente simpatiche:

  • @matteobordone: opinionista? Non so cos alo faccia, ma per chi guarda La7 sarà familiare (G-Day!). E’ profondo senza esser pesante, mi piace
  • @AmandaBiussy: non è famosa ma è simpatica :)
  • @beppesevergnini: è Beppe Severgnini, giornalista irriverente e indagatore dei peggiori aspetti della società di oggi. Seguirlo è un must!
  • @DoesntMatterPod: in verità è uno Youtuber, ma è anche un simpatico twittatore
  • @lorenzojova: è Jovanotti, ne parlavo bene prima e ne parlo bene anche qui. Molto attivo, ama il contatto coi fan con cui scherza volentieri!
  • @rudy_zerbi: Rudy Zerbi, lo stronzo di Italia’s got talent, un po’ come Jovanotti, ma twitta più di rado